È mercoledì sera,
un gruppo di persone si incontra.
Una di loro ha preparato un intervento,
conduce il gruppo nell’esplorazione di un tema.
La serata segue il flusso.
Partecipazione con contributo libero.
Cresciamo educati ad un mondo verticale, in cui tutti gli spazi organizzati, iniziando dalla scuola, hanno una struttura gerarchica con ruoli di potere. Ma la direzione verticale è davvero l’unica possibile per le dinamiche di gruppo sociali o lavorative? La risposta è no, esistono diverse possibilità e di alcune proveremo a discutere.
Ogni strumento che utilizziamo per tenerci informati presenta vantaggi e svantaggi specifici, e se il web ha facilitato notevolmente l’accesso alle notizie e aumentato la quantità delle fonti, di contro clickbaiting, fake news, infodemia ci ricordano quanto possa essere complicato districarsi in una giungla di informazioni spesso contraddittorie. E tu, come ti informi?
Il tema della partecipazione è sempre più protagonista dell’agenda politica e dei processi di sviluppo urbano. Ma qual è il rapporto tra i processi partecipativi e la democrazia? Come si prendono le decisioni e chi le deve prendere?
Quando pensiamo al dialogo pensiamo di solito ad uno scambio tra due persone. Che siano due attori sul palcoscenico teatrale, o due politici in tv, siano due scienziati o due amici che scambiano conoscenze ed informazioni.
In realtà, però, il dialogo è più di un sistema binario, e appena lo capiamo il dialogo diventa un’arte suprema, uno strumento di apprendimento reciproco e crescita coevolutiva che riesce a superare conflitti e favorire diversità e integrazione sociale e culturale.
Ma come funziona? Quali sono le tecniche di ascolto e mediazione? E come possiamo creare noi un “gruppo di dialogo”?
Le feste si avvicinano e scopriamo come i giochi possono aiutarci a farsi conoscere, ad imparare, ad allenare la propria intelligenza. Sì ma non parliamone troppo, meglio giocarci su.
Quanto la scelta di un indicatore impatta sulla società? Come si misura il benessere?
Gli indicatori alternativi al PIL esistono e sono numerosi ma non sono usati. Proviamo a capire il perché e come potremmo usarli a livello locale.
La laicità delle istituzioni è un baluardo a salvaguardia di tutti gli altri diritti.
In molte zone del mondo essa è solo un miraggio, con conseguenze nefaste o persino fatali non solo per atei, apostati e diversamente credenti, ma anche per le donne, le persone “diverse” per orientamento sessuale o identità di genere e per altre minoranze non allineate.
Dagli agoni drammatici dell’età di Pericle alle avanguardie degli anni ’70, dalle diverse forme di teatro di strada agli scritti teorici di Brecht fino alla metodologia del Teatro dell’Oppresso: ha ancora senso parlare di una funzione politica del teatro? Cosa si intende con l’espressione “teatro popolare”? A quali esigenze sociali il teatro può dare una risposta?
Più il presente si fa complesso ed il ritmo dei cambiamenti accelera, più sembra che qualcosa fuori dal nostro controllo sia destinato a determinare il futuro. Il quadro si complica ancora quando scopriamo che in effetti IL futuro (al singolare) non esiste e che semmai esistono I futuri. Ma serve a qualcosa esplorare questi futuri? O molto più semplicemente Que Sera, Sera?
La Scienza ha permeato la Storia dell’Umanità e ne ha mutato irreversibilmente le sorti. Ci ha talmente immersi nella tecnologia, da renderla un’ estensione naturale dei nostri sensi. E tuttavia, anche nella certezza delle sue tante conquiste, se pensiamo a quale ne sia stato il percorso e l’approdo allo stato attuale, non troviamo, come potremmo attenderci, basi saldamente immobili e sviluppo lineare. Troviamo invece arabeschi ricamati di ricorrenti rivoluzioni e di mai completamente superate contraddizioni. Dialogando insieme, percorreremo con la mente il lungo viaggio che, dalle origini incerte, ci porta alla nostra attuale, forse altrettanto incerta, sicuramente provvisoria, visione del mondo.
Troppi sono i miti sulla cura di sé: è una moda, è un atto di egoismo, è andare in palestra, richiede troppo tempo, è roba da donna e via dicendo. In questo incontro ti vorrei far conoscere la vera cura di sé, ovvero, piccoli gesti quotidiani a 360° rivolti al benessere individuale e comunitario.
Che cos’è il Coaching? Un metodo di crescita personale basato su dialogo, consapevolezza, motivazione, obiettivi, felicità… Sì, ma… cosa c’entra il Mediterraneo? Non è tutta roba USA (e getta)?
Questo format nasce con l’idea di coinvolgere chiunque abbia il desiderio di condividere qualcosa con il prossimo conducendo il gruppo nell’esplorazione di un tema di suo interesse.
Non è un palco per docenti, è il luogo in cui non contano le maschere ma solo il gusto di apprendere, discutere e crescere insieme.