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	<title>RACCONTO Archivi | neu [nòi] - spazio al lavoro | Il coworking nel cuore di Palermo</title>
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	<description>L&#039;associazione con il cuore di coworking</description>
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	<title>RACCONTO Archivi | neu [nòi] - spazio al lavoro | Il coworking nel cuore di Palermo</title>
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		<title>Casa della Partecipazione: i primi mesi in via Alloro 95</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 12:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[neunoi]]></category>
		<category><![CDATA[RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Via Alloro 95 era un edificio abbandonato, con pareti colorate e qualche finestra appannata: un luogo che sembrava aver esaurito le sue storie, ma, invece, era pronto per scriverne [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Introduzione</strong></h2>



<p>Via Alloro 95 era un edificio abbandonato, con pareti colorate e qualche finestra appannata: un luogo che sembrava aver esaurito le sue storie, ma, invece, era pronto per scriverne di nuove. Oggi è (quasi) la <strong>Casa della Partecipazione</strong>, uno spazio dedicato alla gestione condivisa dei beni comuni. Dietro a questo progetto ci sono il Comune di Palermo e un gruppo di associazioni pronte a rimettere in moto un pezzo di città.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Patto di Collaborazione</strong></h2>



<p>Il <strong>2 aprile 2025</strong> abbiamo firmato il Patto di Collaborazione: Comune di Palermo, neu [nòi], Sguardi Urbani, Idea e Azione e Teatro Atlante si sono impegnati a gestire insieme lo spazio. Nel documento troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sportelli di ascolto per i cittadini</li>



<li>Consigli di circoscrizione partecipativi</li>



<li>Workshop gratuiti (arte, teatro, digitale)</li>



<li>Eventi culturali aperti a tutti</li>



<li>Sportelli didattici ed educativi<br></li>
</ul>



<p>Tutte le attività nei nostri piani saranno gratuite per chi partecipa, ma richiederanno tempo, impegno e passione da parte nostra e di chi vorrà accompagnarci in questo percorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla consegna delle chiavi al cantiere</strong></h2>



<p>Il <strong>15 maggio 2025</strong> abbiamo ricevuto ufficialmente le chiavi e immediatamente, con pezze e guanti, i volontari hanno iniziato i lavori, anche grazie all&#8217;aiuto di un gruppo di messi alla prova che ci sta accompagnando in questo percorso di apertura. Abbiamo così avviato:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Grandi pulizie generali</li>



<li>Riparazione di pareti fessurate e porte</li>



<li>Imbiancatura delle pareti<br></li>
</ol>



<p>Il risultato? Una prima versione operativa dello spazio, pronta per accogliere persone e idee.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’anteprima del 4 luglio</strong></h2>



<p>Il <strong>4 luglio</strong>, in collaborazione con Sguardi Urbani, abbiamo organizzato una giornata per coinvolgere la comunità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Mattina</strong>: mappatura delle esigenze della Kalsa (<a href="https://drive.google.com/file/d/1plSrlkEd9MBNnwcp0mn9gYkYQjDthGp3/view">report mattina</a>)</li>



<li><strong>Pomeriggio</strong>: co-progettazione di iniziative concrete (<a href="https://drive.google.com/file/d/1ZCpS4Btb27X3wXizr6s94TAFW8VW17hI/view">report pomeriggio</a>)<br></li>
</ul>



<p>È stata una giornata intensa e bellissima, con molte persone ed associazioni del territorio coinvolte. Soprattutto è stato appassionante aprire per la prima volta alla città gli spazi della Casa della Partecipazione per un primo assaggio di quanto accadrà nei prossimi mesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prossimi passi e inaugurazione ufficiale</strong></h2>



<p>Tra fine Settembre e Ottobre 2025 è prevista l’inaugurazione ufficiale. Nel frattempo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Completiamo gli allestimenti degli spazi esterni e degli arredi.</li>



<li>Organizziamo piccoli eventi di test</li>



<li>Lanciamo nuove call per proposte e collaborazioni</li>
</ul>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come partecipare</strong></h2>



<p>La Casa della Partecipazione è aperta a chiunque voglia contribuire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Porta le tue competenze (formazione, cucina, teatro, digitale)</li>



<li>Proponi un progetto o un’attività</li>



<li>Scrivici a <strong>coworking@neunoi.it</strong> o seguici sui canali social<br></li>
</ul>



<p>Sporchiamoci le mani, insieme: la Casa è di tutti noi.</p>



<p></p>
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		<title>CONDIVIDERE! CONDIVIDERE! CONDIVIDERE!</title>
		<link>https://neunoi.it/condividere-condividere-condividere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[neu noi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 09:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[RACCONTO]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>					<!-- wp:quote {"align":"left","className":"is-style-default"} --></p>
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-style-default">
<p><em> <strong>Non è la ricchezza che manca nel mondo, è la condivisione</strong></em></p>
<p><cite> (proverbio cinese) </cite></p></blockquote>
<p><!-- /wp:quote --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Condividere è ciò che facciamo da anni, non sarà difficile continuare a farlo nonostante gli ostacoli che incontreremo, sia noi con i nostri lavori da professionisti che nella gestione del piccolo budget dell'associazione tra affitti e progetti. </p>
<p><!-- /wp:paragraph -->	</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo stati in silenzio,&nbsp;<br>abbiamo avuto paura di dover chiudere definitivamente,&nbsp;<br>abbiamo temuto di dover immaginare un coworking diverso,&nbsp;<br>ma alla fine <strong>non cambieremo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il verbo cambiare in questo contesto</h3>



<p>L&#8217;ultima cosa che [nòi] dobbiamo fare oggi, per essere un pezzo del cambiamento che auspichiamo, è rinnegare il nostro modello di coworking. Ecco no, questo no, siamo<strong> certi che quello che promuovevamo fosse giusto</strong> prima e sarà ancor più giusto in futuro</p>



<p>L’opinione pubblica oscilla tra il pensiero pessimista e quello ottimista. Tra chi pensa “moriremo tutti!” e chi vede in questa crisi la possibilità di cambiare le cose. Sentiamo parlare tantissimo di cambiamento ma vediamo il rischio di limitarci a ripetere questa parola come un mantra, come se i termini fossero sufficienti a materializzare ciò che dovrebbero rappresentare ma non è così, sono le azioni a materializzare la storia.</p>



<p>[nòi] ci impegneremo in un <strong>fare ottimista</strong>, un po’ meno rumoroso forse, ma certamente di grande impatto. Comunicheremo meno (e speriamo meglio), cercando di non aggravare quella piaga, forse peggiore del coronavirus, chiamata <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/infodemia_%28Neologismi%29/">infodemia</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa faremo</h3>



<p>Mettere in comune ciò che abbiamo, più e meglio di prima.<br><strong><a href="http://www.attrezzicondivisi.it">“Ripartire da zero”</a> </strong>ci pare un motto azzeccato, dato il progetto della biblioteca delle cose appena inaugurato, ed è con questo spirito che intendiamo continuare il nostro lavoro.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em> <strong>Non è la ricchezza che manca nel mondo, è la condivisione</strong></em></p><cite> (proverbio cinese) </cite></blockquote>



<p>Condividere è ciò che facciamo da anni, non sarà difficile continuare a farlo nonostante gli ostacoli che incontreremo, sia noi con i nostri lavori da professionisti che nella gestione del piccolo budget dell&#8217;associazione tra affitti e progetti. </p>



<p>Ora che una <strong>profonda crisi economica</strong> è alle porte però dobbiamo mettere il cuore nel bilancio molto più dei numeri, accogliere chiunque voglia fare un pezzo di strada con noi, anche se non potrà mettere soldi ma altro. Un’economia condivisa da una comunità è più solida, più snella, più efficiente e quindi vincente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">I coworking per le città e i quartieri</h3>



<p>Siamo certi che i coworking possano essere un luogo di comunità dove coltivare speranza, un luogo di condivisione di saperi e attrezzature, un luogo di sostegno e amicizia e che possano avere un ruolo da protagonista per il lavoro del futuro.<br>Crediamo che sia necessario che questo modello si diffonda in ogni quartiere e che sia un sostegno per tutte quelle persone per cui lavorare a casa è davvero complesso. Un luogo strategico per ridurre gli spostamenti urbani,&nbsp; permettendo alle persone una vita di prossimità più sana per sé e per l’ambiente in cui viviamo, perché proprio l’ambiente, la nostra casa comune, richiede l’attenzione più alta da parte di tutti noi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro fare è per l’ambiente</h3>



<p>Continueremo a promuovere con tutte le nostre forze i principi guida dello sviluppo sostenibile e proprio per questo siamo convinti della necessità impellente di ripensare il sistema economico. <br>Il problema ecologico è un problema economico.<br>Questa situazione di lockdown globale lo sta raccontando coi fatti, fuori dalla teoria.&nbsp;<br></p>



<p>Competizione, consumismo e produzione intensiva sono meccanismi che danno contemporaneamente reddito e agenti inquinanti. Bisogna scardinare questa equazione, perché non ha senso non poter fermare la produzione di oggetti nocivi, inutili e poco durevoli solo perché altrimenti l’economia collassa e con essa le vite di tantissime persone, vite che invece vanno tutelate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8230;e magari si sviluppa una nuova economia</h3>



<p>Quando abbiamo aperto il coworking nel 2012 abbiamo sperimentato l’adesione ad una moneta complementare locale, crediamo che quello sia un percorso su cui insistere: economia locale, sociale e circolare. Per fare questo torneremo ad entrare nel vivo del dibattito politico locale, ultimamente da noi abbandonato forse per stanchezza o per distanza da alcune sue dinamiche.</p>



<p>Insomma vi aspettiamo in via alloro 64, perché tutto questo non lo faremo online e non lo faremo soli. No di certo.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading">neu [nòi] é:</h4>



<p class="has-small-font-size">neu [nòi] <em>spazio al lavoro</em> è un’associazione che punta ad un nuovo modello di sviluppo territoriale stimolando la partecipazione e la creazione di nuove dinamiche lavorative.<br>Nata per superare la crisi lavorativa che coinvolge un gran numero di giovani, soprattutto nel meridione, il nostro <a href="http://www.neunoi.it">coworking</a> stimola il lavoro autonomo attraverso una serie di attività che volte ad incoraggiare i giovani a intraprendere la strada dell&#8217;imprenditoria, investendo le proprie risorse in progetti sostenibili.<br>Per raggiungere il nostro obiettivo abbiamo ideato una struttura che sia al contempo un luogo fisico e una rete territoriale. Lo spazio fisico è quello destinato al coworking vero e proprio, un open space accogliente in cui gli spazi sono studiati per stimolare al massimo lo scambio e la condivisione. Ad affiancare lo spazio fisico c&#8217;è una comunità di persone aperta al confronto e coinvolta in un continuo scambio di idee utile alla crescita di tutti.</p>



<p class="has-small-font-size">ci trovi a Palermo in via Alloro 64 | tel. 091 7832107 | info@neunoi.it<br><a href="http://www.neunoi.it">www.neunoi.it</a></p>
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		<title>Saracinesche Creative, lezioni imparate ed uno sguardo al futuro</title>
		<link>https://neunoi.it/saracinesche-creative-lezioni-imparate-ed-uno-sguardo-al-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cyberpei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 17:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>16 ottobre 2012: conferenza stampa di presentazione del ciclo Saracinesche Creative alla stampa Presentiamo alla città il nuovo percorso formativo che, seguendo il format proposto dal progetto Sementor, mira a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://neunoi.wordpress.com/2012/12/20/saracinesche-creative-lezioni-imparate-ed-uno-sguardo-al-futuro/dsc_0832/" rel="attachment wp-att-184"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-184 aligncenter" alt="DSC_0832" src="https://neunoi.it/wp-content/uploads/2012/12/dsc_0832.jpg?w=300" width="600" height="398" /></a></p>
<p><strong>16 ottobre 2012: conferenza stampa di presentazione del ciclo Saracinesche Creative alla stampa</strong></p>
<p>Presentiamo alla città il nuovo percorso formativo che, seguendo il format proposto dal progetto Sementor, mira a far riaprire alcune tra le tante saracinesche chiuse in città. La chiamata dunque è rivolta a tutti coloro i quali intendono avviare un’attività commerciale innovativa e sono alla ricerca di chi può sostenerli. La nostra sala riunioni conta 12 posti per la stampa che facciamo fatica a riempire. Motivo?<span id="more-177"></span></p>
<p>In contemporanea si sta svolgendo la conferenza stampa della prima edizione della fiera “Fa la cosa giusta Sicilia”. Nonostante lo stretto contatto con il comitato organizzativo non riusciamo ad evitare questo spiacevole accavallamento. Perché non si riesce a effettuare un banale coordinamento tra le iniziative di gruppi vicini? Ciò nonostante Sementor trova spazio sul Giornale di Sicilia dell’indomani, ci siamo, <strong>Saracinesche Creative è partito</strong>.</p>
<p><strong>4 novembre 2012: termine delle iscrizioni dei partecipanti</strong></p>
<p>Arrivano 30 richieste di partecipazione per 20 posti. Se escludiamo un’infaticabile ottantatreenne interessata a trasferire ad altri gli strumenti che verranno proposti durante il corso, l’età media è di 33 anni. <strong>Dove sono i ventenni?</strong></p>
<p><strong>13 novembre 2012: avvio degli incontri con i mentori, si comincia con Alberto Coppola</strong></p>
<p>Come un sergente istruttore che accoglie le reclute appena giunte in caserma, Alberto ha in serbo per tutti un bagno di realtà. La realtà di un imprenditore che caparbiamente sfida burocrati, prepotenti, concorrenti sleali ed in generale la faciloneria e l’approssimazione che caratterizzano la nostra città. Una partecipante al corso ci fa il dono di una <a href="http://neunoi.wordpress.com/2012/11/20/sementor-fiducia-e-disincanto-atto-primo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riflessione scritta</a> che abbiamo pubblicato sul nostro blog. La sua lettura vale molto più di qualsiasi nostra considerazione.</p>
<p><strong>20 novembre 2012: tra burocrazia e creatività</strong></p>
<p><strong>Francesca Di Stefano</strong>, commercialista, illustra il panorama burocratico che attende chiunque desideri avviare un’attività commerciale. Poi <strong>Francesco Campagna</strong>, avvocato, prospetta la possibilità di proporre ai proprietari dei tanti locali commerciali liberi in città una forma di associazione in partecipazione: si scommette insieme sulla riuscita dell’attività. Alla fine dell’incontro diamo ampio spazio alla presentazione informale di ciascuno dei partecipanti e delle relative idee di business. Il clima è vivace, l’interesse è alto, fioccano consigli e commenti reciproci. Molte idee sono allo stato embrionale, <strong>molta passione, pochi numeri</strong>.</p>
<p><strong>25 novembre 2012: gli innovatori non sono soli</strong></p>
<p>E’ la volta delle testimonianze di valore e siamo ospiti dell’edizione zero della manifestazione <strong>Bio Three</strong> presso Palazzo Steri. Si uniscono al nostro percorso le ragazze del <strong>Bio Bistrot Le Freschette</strong>, i gestori del negozio di detersivi alla spina <strong>Usa e Sfuso</strong>, il comitato antiracket <strong>Addio Pizzo</strong> ed il comitato <strong>Libero Futuro</strong>. Si parla nel concreto delle difficoltà nell’aprire e gestire un’attività commerciale a Palermo e vengono approfonditi quei temi dei quali spesso non si parla apertamente, anche se tutti sono consapevoli della loro esistenza. Infine si passa agli strumenti che <strong>Marco Fuscaldo</strong> (economista) condivide con gli innovatori. La domanda più frequente: come cavolo si fa un business plan? Facce attente, sicuramente sono temi da approfondire, nella testa di ognuno l’idea di business intraprende il tortuoso cammino verso il mondo delle tabelle e delle cifre.</p>
<p><strong>27 novembre 2012: comunicare e comunicarsi</strong></p>
<p>Nessuna idea potrà risultare vincente se non viene comunicata in modo vincente. Ecco giunto il turno di un grande comunicatore, <strong>Antonio Giancontieri</strong>. Marchio, identità aziendale, strategia di comunicazione e qui e là interessanti chicche da esperto di marketing. Segue un altro grande comunicatore che si distingue per la maniacale attenzione per il WEB e gli strumenti di marketing online, <strong>Francesco Passantino</strong> (co-creatore del progetto Sementor). Nel 2012 non puoi non essere su internet ma, se non lo fai nel modo giusto, è meglio non esserci. In 90 minuti un condensato di anni di ricerca sui trend e le tecniche di marketing più innovative che viaggiano sulla rete.</p>
<p><strong>4 dicembre 2012: prove generali della presentazione agli investitori</strong></p>
<p>I 20 partecipanti si sono ridotti a 15. In 5 non si sono ritenuti pronti ad affrontare questa sfida. Ci saranno altre occasioni? Speriamo di si. Le presentazioni vanno <strong>benino</strong>, molti devono lavorare per sintetizzare e rientrare nei 5 minuti previsti. Tutti ricevono indicazioni da una platea attenta e prodiga di consigli su come esporre al meglio la propria idea. 12 giorni ci separano dall’appuntamento con gli investitori.</p>
<p><strong>16 dicembre 2012: evento conclusivo di Saracinesche Creative</strong></p>
<p>L’atmosfera è quella giusta, il Kursaal Kalhesa riesce a coniugare egregiamente la professionalità dovuta a chi sta presentando un’idea di business ed il calore che ricercheremmo in una domenica prenatalizia tra amici. Gli innovatori sono carichi, grintosi, dimostrano tutta la loro voglia di dare una svolta a questo periodo di crisi. Le presentazioni si alternano sul palco senza pause e ci rendiamo conto di come in 12 giorni abbiano fatto uno spaventoso balzo di qualità e per questo non possiamo fare a meno di ritagliarci qualche merito. Gli investitori attenti, prendono appunti e fanno domande. Durante l’ultima presentazione facciamo cenno al barista perché prepari il rinfresco che darà modo ad innovatori ed investitori di approfondire le idee esposte. Segue un’ora di chiacchiere, idee, prospettive, spumante e specialità nostrane. Da più potenziali investitori riceviamo dimostrazioni d’interesse e ci impegniamo a fornire i contatti degli innovatori. Un altro ciclo di Sementor è giunto al termine e lasciamo spazio alla speranza che alcune saracinesche possano riaprire grazie ai nostri sforzi. Ma sentiamo forte anche la convinzione che, comunque vada, 20 tra palermitani e palermitane hanno condiviso il proprio sogno, l’hanno tirato fuori dal cassetto per misurarlo con la realtà. Qualcuno andrà avanti, qualcun’altro verrà spostato in un altro cassetto.</p>
<p><strong>Sementor è proprio un bel progetto</strong>, un progetto dal successo (quasi) garantito. E anche questo ciclo non è stato da meno, altrimenti non avremmo ricevuto così tanti ringraziamenti ed un brindisi a neu[nòi].</p>
<p>Non sono mancate di certo le criticità e gli aspetti da migliorare, e se chi ci ha seguito vuole condividere con noi le proprie osservazioni e darci dei suggerimenti, è pregato di farlo. E se qualcuno vuole unirsi a [nòi] per preparare il prossimo ciclo, le porte di <strong>via alloro 64</strong> sono aperte (citofonando!). Massimiliano (Max) Amoroso ha già dichiarato il suo amore per questo progetto e preparerà con noi la prossima edizione. Altri volontari? Badate bene, non siamo noi a chiederlo..<strong>è la nostra città</strong>!</p>
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		<title>Sementor. Fiducia e disincanto. Atto primo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[neu noi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2012 13:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[RACCONTO]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Coppola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo deciso di pubblicare sul nostro blog questa testimonianza inviataci da una partecipante a &#8220;saracinesche creative&#8221;. Si chiama Serena e ci ha fatto un bellissimo regalo. Aurora, Paola, Alessandro, Vincenzo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Abbiamo deciso di pubblicare sul nostro blog questa testimonianza inviataci da una partecipante a &#8220;saracinesche creative&#8221;. Si chiama Serena e ci ha fatto un bellissimo regalo.</em></p>
<p>Aurora, Paola, Alessandro, Vincenzo, Debora. I loro nomi li ricordo appena – troppi, alcuni neanche uditi – ma ho guardato bene i loro volti, volti come il mio, segnati da piccole rughe tipiche di chi appartiene a una generazione che non può permettersi di sognare troppo. Sguardi bassi, distratti o corrucciati, visi perplessi o attenti, labbra serrate e asciutte, pose impacciate, sorrisi, pupille rapide che esplorano l’ambiente.<br />
Arrivano alla snocciolata, soli o in piccoli gruppi, saluti timidi, tentativi di presentazione, “cosa ci faccio io qui?”, sembra pensare qualcuno, “chissà che progetti hanno loro”, si chiedono altri. Diffidenza e curiosità, aspettative e cautela, mentre un bicchiere di vino rosso tra le dita ci mette a nostro agio e l’aroma dell’olio fresco sul pane rende l’attesa più piacevole.<span id="more-143"></span><br />
C’è un’idea in ognuna di queste menti, penso, e mi concentro ancora sui volti. Difficile capire chi di loro vuole creare, confezionare, vendere o intrattenere e nessuno sembra aver voglia di capire di che colore è quel filo sottile che unisce i ventuno desideri racchiusi in quella stanza. Oppure un’inspiegabile forma di prudenza impedisce alla curiosità di avere il sopravvento. Poche domande, qualche risposta, è arrivato il mentore, si comincia.<br />
La storia di una vita è sempre affascinante, ma può diventare addirittura avvincente se il racconto trasuda passione. Non voglio raccontarmi fandonie, se mi domandassero quante informazioni pratiche ho ricavato da queste due ore, sarei costretta ad ammettere che speravo fossero di più, soprattutto per una come me che può offrire solo un’idea, condita dalla totale assenza di competenze imprenditoriali. Eppure le parole mi prendono per mano, mi accompagnano sul sentiero di una vita di successo, dove il successo non è puramente il guadagno, è quella sensazione ormai così rara di poter dire a se stessi che si vive facendo ciò che si desidera fare. La realizzazione, ecco, la certezza che in nessun altro modo la propria vita avrebbe potuto essere più ricca di così, denaro a parte. Riesco a rivedere quel giovane uomo laureato, master alle spalle, dottorato di ricerca, con un mestiere tra le mani che arricchisce parecchio il suo conto in banca ma poco il suo spirito, posso cogliere il lampo di sfida che attraversa i suoi occhi quando decide di mollare tutto e dare voce alle sue aspirazioni. È sorprendente come il suo esordio imbarazzato, smarrito nella convinzione di aver poco da dire, abbia lasciato il posto a un fiume di ricordi che inonda la stanza di entusiasmo palpabile, mentre mi conduce con lui nella Palermo degli anni ’80, in luoghi a me familiari eppure così sconosciuti, nelle stanze della burocrazia farraginosa, negli uffici di gente che promette e non mantiene, nelle banche, per la strada, in casa sua, di notte, quando mille pensieri allontanano il sonno ma non fiaccano la tenacia. “Io ce l’ho fatta” sembrano urlare i suoi gesti, “ma non è mai facile, anzi, è piuttosto difficile” afferma la sua storia.<br />
Sento serpeggiare, vibrante, lo scetticismo dei più: lui aveva i soldi. Qui non ne ha nessuno, è evidente. Non si può diventare imprenditori per avere uno stipendio a fine mese, sacrosanta verità, ma ci scommetto il mio bicchiere di vino, qui la ricerca del profitto cammina a braccetto con la realizzazione del sogno e per una generazione che sta toccando il fondo a piene mani è sacrosanto anche questo. L’uomo soddisfatto della sua vita, che stasera ha fatto da mentore a ventuno semi impazienti di germogliare, carezza e schiaffeggia i nostri sogni, li sfiora e li accoglie senza conoscerli, eppure è così lontano da noi. Vicino e lontanissimo.<br />
Guardo l’orologio, le dieci e dieci. Le parole sfumano via, le sedie fanno rumore, si raccolgono borse, giacche e riflessioni. “Volete presentarvi? Non lo abbiamo fatto all’inizio… oppure ci presentiamo martedì prossimo”. Resto seduta, mi guardo attorno. Sono certa che in quella stanza ci sono altre venti idee degne di attenzione, migliori della mia, sono impaziente di entusiasmarmi per ognuna di loro, o forse per una soltanto.<br />
Molte gambe sono già nell’atrio, “A martedì prossimo! Ciao a tutti!”. Ricaccio in gola la mia smodata curiosità, convincendomi sempre di più che possa piuttosto essere indiscrezione.<br />
Il piccolo sciame di speranze è volato via, verso la propria realtà quotidiana. Si torna a casa, si entra in punta di piedi per non svegliare bambini, mariti, mogli, compagni, genitori. Ma il tragitto è lungo e stanotte voglio guidare senza fretta. Accendo la radio, magari trovo una canzone degli anni ’80. Le finestre illuminate di via Roma mi scivolano accanto, conto le saracinesche chiuse per la notte e quelle serrate ormai da anni. Chissà, tra pochi mesi potrebbero aprirsene di nuove, ventuno, ma sorrido pensando che sarebbe bello se ne venisse aperta anche una sola. E, detesto ammetterlo, mi importa poco che probabilmente non sarà la mia.</p>
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		<title>I don&#8217;t have a dream</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 18:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mare è mosso. I don&#8217;t have a dream. &#160; Non ho fatto il militare a Cuneo, non l’ho fatto proprio. Penso che “timely” sia un termine oscuro quanto “opportuno”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mare è mosso. I don&#8217;t have a dream.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ho fatto il militare a Cuneo, non l’ho fatto proprio.</p>
<p>Penso che “timely” sia un termine oscuro quanto “opportuno”.</p>
<p>Scavicchio, ma il vaso che mi porto dietro non riesco mica ad aprirlo…<span id="more-121"></span></p>
<p>Porto stampato in faccia un sorriso confuso e insoddisfatto, vagamente ridicolo.</p>
<p>Il mio bagaglio: trent’anni e una foresta di alberi e città letti in migliaia di libri, che a passeggiar pei boschi e il mondo non riconoscerei di certo. Ad aprirmi il petto, manco fossi l’armadietto dei medicinali, trovereste memoria di un qualche lancio col paracadute, del bambino salvato in un incendio, dell’inaspettato trionfo agli Oscar col mio subdolo dramma intitolato “Trame e me” .</p>
<p>Cos’altro nel petto di un rompiscatole pedante, videodipendente all’estreme conseguenze?</p>
<p>Poco sole; verità d’accertare; qualche lampo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi chiamo Marco e sono assetato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la mia detersione mattutina uso quel che capita, spesso prodotti di mia moglie o mio figlio; per quanto ne usi, conservo una pellaccia alquanto grassoccia. Nello specchio la concretezza opprimente e urticante della pelle irritata denuncia la complessità della mia imperfezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scrivo per essere sul piatto. In gioco. Ne ho fin sopra i capelli di stare nascosto quando fuori c’è tanto vento. Così mi dico: don’t walk, run!</p>
<p>Sono un pesce fuor d’acqua? Correrò sulla pinna ventrale, pazienza. Correrò a mio modo!</p>
<p>Ebbene… da che parte?</p>
<p>Mi cerco addosso un biglietto da visita, ma le tasche cucite all’abito da signor piripicchio sono vuote, si svelano tali inesorabilmente.</p>
<p>Cerco d’individuare e disambiguare la mia qualifica: i dizionari, perfino Wikipedia, tacciono a riguardo; qualunque albo professionale si astiene di fronte alla mia completa incompletezza. Eclettica, amatoriale, per nulla dilettantistica.</p>
<p>&#8220;Operatore culturale&#8221;, a esempio, suona bene, un bel suono fumoso. Mah, non so, forse sotto sotto, qualcosa di più preciso, una traccia, un percorso perseguibile potrebbe ancora esserci&#8230; E però, che importa sotto sotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Indovinello: “Non è mio fratello, non è mia sorella, è comunque figlio della mia mamma e del mio papà”… Di chi si tratta?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’attestazione elementare di essere, vivo, figlio, nel mondo, dovrebbe forse bastarmi?</p>
<p>Quali idee mi animano? Quale fede potente dirige il mio operare? Dove ardere a rinnovata vita?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Senza trombettistici PA-PA-RA-PA-PONZI di sincero nazionalismo ad accompagnarmi, sorbisco cognac dal collo impolverato di una vecchia bottiglia. Un buon cognac davvero. Non serve per vincere. Non rende indolori le sconfitte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occhi aperti.  La nave è salpata.</p>
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		<title>spunti, opinioni e riflessioni dalla rete neu[nòi]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[neu noi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 08:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[RACCONTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi fa l&#8217;esordio il blog di neu[nòi], un ulteriore strumento di espressione individuale che permetterà di condividere esperienze, aspettative, notizie, emozioni. L&#8217;idea di aprire un blog è nata dalla necessità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi fa l&#8217;esordio il blog di neu[nòi], un ulteriore strumento di espressione individuale che permetterà di condividere esperienze, aspettative, notizie, emozioni.</p>
<p><span id="more-39"></span>L&#8217;idea di aprire un blog è nata dalla necessità di uno strumento che permettesse di dar voce a chi crede nel progetto neu[nòi] e lotta quotidianamente lungo il durissimo percorso verso una svolta culturale nel territorio che tanto amiamo, la Sicilia.</p>
<p>Per una fruizione dei contenuti il più possibile efficace e piacevole, il blog è stato suddiviso in tre macroaree</p>
<ol start="1">
<li><em>racconto</em>: questa sezione permetterà di raccontare in modo più organico e completo il gran numero di attività che vedono coinvolta la nostra associazione</li>
<li><em>commento</em>: troveranno spazio in questa sezione gli approfondimenti, le critiche e le opinioni sugli argomenti che ognuno riterrà possano rientrare nella sfera d&#8217;interessi della nostra associazione</li>
<li><em>proposta</em>: spazio per la creatività e l&#8217;innovazione, consentirà ai coworker di sottoporre a commenti ed osservazioni un proprio progetto o semplicemente una propria idea</li>
</ol>
<p>Semmai dovesse essere necessario specificarlo, il blog non vuole essere assolutamente espressione di un pensiero politicamente schierato. L&#8217;associazione si compone di individui con convinzioni politiche differenti ma accomunati da un substrato di idee e valori senza bandiera e senza partito. Le opinioni espresse nei singoli post saranno dunque da ricondurre al libero pensiero dell&#8217;autore/autrice e non dell&#8217;associazione nel suo complesso.</p>
<p>Scriveremo di innovazione, cultura, ambiente, politica e libero pensiero. Quindi, con il desiderio di rivedervi presto su questo blog, lascio <em>spazio ai coworker..</em><a href="https://neunoi.it/wp-content/uploads/2012/07/mia.jpg"><br />
</a></p>
<p><strong> </strong></p>
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