Città + Cittadino = Scambio

Una città si nutre della relazione fra lo spazio e le persone che lo vivono. Il rapporto tra gli spazi cittadini ed i suoi abitanti ha molteplici sfaccettature ed è il risultato di circa 10.000 anni di storia. Dai primi insediamenti nati in relazione alle principali vie commerciali fino alle odierne metropoli, il concetto stesso di civitas si è evoluto sotto la spinta dei suoi abitanti, pur mantenendo pressocchè inalterato uno dei suoi assiomi fondamentali: lo scambio.

Lo scambio inteso quale catalizzatore di incontri, relazioni e mutualismo. Se da un lato il commercio ha dettato le regole dello scambio commerciale fra persone, lo sviluppo urbano ha dettato le regole dello scambio fra i cittadini ed il proprio contesto urbano. Da una parte il contesto urbano ha sempre offerto le sue merci più preziose: opportunità di relazioni e migliori prospettive di qualità della vita. Dall’altra i cittadini sono da sempre stati protagonisti del racconto e della vita vissuta fra le vie, le piazze ed i vicoli di cui ogni città ha bisogno per esistere.

Nel nostro paese lo storico scambio fra contesto urbano e cittadini ha visto notevoli trasformazioni negli ultimi decenni, soprattutto in relazione allo Spazio Pubblico. Da una parte lo Spazio Pubblico ha subito la pressione di abili competitor come il WEB e gli spazi privati, come i centri commerciali, dapprima definiti non luoghi ma che sempre più costringono a riflessioni circa la loro capacità di interpretare la cultura contemporanea. Anche alcuni fattori alla base della qualità della vita hanno visto un deterioramento sotto la pressione di un sempre crescente inquinamento atmosferico, acustico e luminoso. Di risposta a questi mutamenti anche i cittadini hanno sottratto valore a quanto offerto agli Spazi Pubblici della propria città, che ha visto diminuire la vita vissuta fra le vie, le piazze ed i vicoli ed i racconti che ne conseguono.

Siamo ancora convinti delle maggiori opportunità offerte dalla città?

Perchè sempre più persone scelgono di fuggire dalla città?

E se le persone che invece continuano a scegliere di trasferirsi dalle campagne alla città sono in schiacciante maggioranza, siamo sicuri di poter ignorare un fenomeno in controtendenza?

D’altra parte..ci sono anche i milanesi che – comprensibilmente – si trasferiscono a Palermo.

2 commenti su “Città + Cittadino = Scambio”

  1. Michelangelo Pavia

    L’addizione in alto ha un grave errore…. Forse volevi dire: Città = citadini+scambio+ tante altre cose.
    In ogni caso il fenomeno in controtendenza non si può ignorare ma non illudiamoci del fatto che sia un fenomeno contemporaneo.
    Anche Celentano nel ’66 con il ragazzo della via Gluck ci raccontava della voglia di ritornare in campagna…
    Ora è difficile dire se sono più o meno quelli che si muovono al contrario…

    Ma come fai a non capire,
    è una fortuna, per voi che restate
    a piedi nudi a giocare nei prati,
    mentre l in centro respiro il cemento.

    Però in centro ci è andato e si è arricchito tanto da poter tornare in campagna a comprarsi casa.

  2. L’addizione nel titolo intende sottolineare che se metti i cittadini in relazione ad una città, entreranno inevitabilmente in un rapporto di scambio, e non definire la città come somma di innumerevoli parti. La tua è una scomposizione, la mia è una reazione.
    PS: il 1966 mi sembra estremamente contemporaneo!

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