di Michelangelo Pavia
Sapete qual è la più grande minaccia per la salute umana? No, non il cibo ultra-processato, non l’inquinamento dell’aria, non il fatto che scrolliamo Instagram per tre ore senza accorgercene. È molto peggio. È l’acqua pubblica.
Sì, perché mentre trangugiamo tranquillamente un kebab alle 2 di notte che ha più ingredienti segreti della formula della Coca-Cola, l’idea di bere l’acqua che esce dal nostro rubinetto ci terrorizza. Meglio una bella bottiglia di plastica che ha fatto un viaggio epico attraverso magazzini infestati da blatte e topi, camion parcheggiati sotto il sole cocente, scaffali di supermercati in cui i prodotti scaduti vanno a morire. Ah, e ovviamente, mentre dormivamo tranquilli, una colonia di roditori ha usato quei bancali come pista di pattinaggio, lasciandoci simpatici souvenir biologici. Ma sì, sì, molto meglio della pericolosissima acqua potabile!
Eppure la scienza ci dice che l’acqua pubblica è super controllata, scorre continuamente nelle tubature mantenendole pulite proprio grazie al suo passaggio costante. Non fa viaggi avventurosi tra topi e magazzini, non prende il sole sui camion, non viene dimenticata in un bagagliaio. Ma certo, è lei che ci preoccupa, mentre quella in bottiglia raccoglie microplastiche ad ogni scossone. Ma tranquilli, la vera minaccia rimane quella che esce gratis dal rubinetto! Perché fidarsi di un sistema di analisi costante, quando puoi spendere un euro per dell’acqua che ha viaggiato più di te negli ultimi sei mesi?
Parliamo poi di contenitori e igiene. Beviamo da bottiglie che lanciamo nei nostri zaini come se fossero proiettili, accanto a caricatori annodati e cracker dimenticati dal 2019. O peggio, nelle borse, quei buchi neri in cui infili la mano per cercare le chiavi e ne esci con una manciata di monete da 1 centesimo, un biglietto dell’autobus del 2014 e una caramella appiccicosa. Nel frattempo, i batteri si spostano da un oggetto all’altro come turisti entusiasti in una crociera gratuita. Ma certo, è l’acqua del rubinetto quella poco sicura.
E lo Stato che fa? Incentiva i filtri a osmosi inversa. Sai, quelli che per darti un litro d’acqua ne buttano via cinque. Perché, in un Paese con problemi idrici crescenti, quale idea migliore che sprecare acqua per ottenere acqua? Davvero, perché fermarsi? Facciamo un bonus per i camini accesi in estate o per le finestre sempre aperte con il condizionatore a palla.
Ma il mio preferito rimane il mito del calcare. “Eh ma fa venire i calcoli renali”. No, amici. Se siete una lavatrice, posso capire la preoccupazione. Ma per gli esseri umani, l’Istituto Superiore di Sanità ha chiarito che l’acqua dura NON fa venire i calcoli. Ecco il link che lo spiega per bene. Però meglio non fidarsi, meglio mettere un filtro costosissimo per eliminare un problema che non esiste. Mica come i batteri sulla spugnetta dei piatti, che quella sì che è una bomba biologica… ma chissà perché non ci pensiamo mai.
E l’ambiente? Solo a Palermo si buttano via ogni giorno abbastanza bottiglie da coprire un campo da calcio. Quindi, se la vostra squadra del cuore gioca male la prossima partita, sappiate che potrebbe essere perché sta dribblando bottiglie di plastica.
Quindi, facciamoci una domanda: chi ci ha convinto che l’acqua pubblica sia una minaccia, mentre l’acqua in bottiglia, dopo aver fatto il cammino di Santiago dentro un tir surriscaldato, sia garanzia di purezza? E soprattutto: quando abbiamo iniziato a berci tutte queste cazzate? A furia di ingoiare assurdità, presto ci ritroveremo a comprare una casa vista oceano sulle isole di plastica. Magari con WiFi incluso e un mutuo agevolato per chi si porta una borraccia filtrante.A neu [nòi] lo sappiamo bene: dalla nostra apertura usiamo solo acqua pubblica. Perché l’acqua è un bene comune e promuovere il suo valore significa difendere il diritto di tutti ad un’acqua sicura e accessibile. E quest’anno ci impegniamo ancora di più con H2Oh!, un progetto dedicato a raccontare la verità sull’acqua pubblica palermitana e sfatare i miti che ci hanno fatto diventare dipendenti dalle bottiglie di plastica. Scoprilo su www.h2oh.neunoi.it.
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