Vai al contenuto

La moltiplicazione delle Mokə

Cose che succedono quando lasci un coworking aperto troppo a lungo

Dona il tuo 5×1000 a neu [nòi] (che male non ti fa, e a noi farà molto bene)

C’è chi dà il 5×1000 alla ricerca sul pancreas.
Chi alla tutela del rospo smeraldino.

E poi c’è chi lo dà a noi. Che non salviamo i rospi, ma proviamo a rendere Palermo un po’ più abitabile, partecipata e gentile.

Come? Aprendo uno spazio condiviso dove si lavora, si progetta, si accolgono idee.
Un coworking, sì.
Ma anche molto di più: uno spazio vivo che ospita eventi, incontri, laboratori, relazioni.
Dove puoi entrare anche se non hai la partita IVA, anche se sei solo curiosə, o hai bisogno di una presa elettrica e di una faccia amica.

E poi c’è la prossima sfida: prenderci cura di un secondo spazio, pubblico e inutilizzato, che vogliamo trasformare nella Casa della Partecipazione.
Non è ancora aperta, ma è già piena di visioni.
Sarà un luogo dove ascoltarsi, dialogare, immaginare insieme.


Siamo nati come coworking.

Un luogo dove si lavora, si fanno call, si mandano preventivi, si parla di plugin e di fiscalità con parole inventate.

Ma a un certo punto ci siamo guardati e ci siamo detti:

“E se questa cosa del lavorare insieme la usassimo anche per migliorare il mondo fuori da qui?”

E così abbiamo cominciato a progettare eventi aperti, a fare formazione gratuita, a organizzare cineforum e mostre dove nessuno ti chiede il curriculum.
A volte (molte volte) facciamo anche pranzi condivisi, dove il cuscus convive con l’insalata di riso senza litigare, con l’acqua (rigorosamente pubblica) che fa andare sempre tutto liscio.

In mezzo a tutto questo abbiamo anche una biblioteca delle cose – dove puoi prendere in prestito trapani, amplificatori, cavi, seghe circolari e chissà cos’altro.
Una lavagna enorme su cui scrivere le idee.
E una famiglia di caffettiere che chiamiamo tutte Moka, anche se non abbiamo mai capito qual è il plurale corretto.
Quello che sappiamo è che non ne prepariamo mai una sola.

E poi ci sono i libri. Che non mancano mai.
Qualcuno li legge, qualcuno li presta, qualcuno li dimentica.
Abbiamo una biblioteca vera, un book club che resiste agli spoiler e alle opinioni forti, e l’abitudine di scegliere i titoli con più passione che diplomazia.
Se venite, vi chiediamo solo una cosa: niente guerre su Pavese.

A volte, con i nostri incontri, succede anche che le persone cambino idea.
Non su tutto, eh — ma almeno sul fatto che parlare con sconosciutə possa essere bello.
(O che il mercoledì sera non sia fatto solo per Netflix.)

Siamo persone diverse, con lavori diversi, con agende piene e orari flessibili (ma anche no).
Ma abbiamo una cosa in comune: crediamo che la città si possa cambiare.
Basta un po’ di costanza, una porta aperta e qualche tavolo da condividere.


✍️ Come si dona?

Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730, CU, Modello Redditi):
✏️ firma nel riquadro “Sostegno degli enti del Terzo Settore”
📎 inserisci questo codice fiscale:
97273680823


📦 Cosa ne faremo?

Niente yacht.
Useremo ogni euro per:

  • condividere sempre più spazi, oggetti e saperi
  • attivare altri servizi gratuiti per la cittadinanza
  • prenderci cura del territorio

❤️ Se ti va, gira questo messaggio.

Magari lo leggi e pensi: “ci vado un giorno, a neu [nòi]”.
Magari ci sei già statə.
O magari ci hai solo pensato.

In ogni caso, se ci aiuti con il 5×1000,
noi ci mettiamo tutto il resto.

🔗 www.neunoi.it
📌 neu [nòi] – spazio al lavoro
✍️ Codice fiscale: 97273680823