ConclusoPalermo, Piazza Magione, Giardino Inglese e scuole cittadine · 2025
- Periodo
- 15 gennaio – 14 ottobre 2025
- Luogo
- Palermo, Piazza Magione, Giardino Inglese, scuole cittadine
- Partner scientifici
- Università degli Studi di Palermo (Biochimica), Policlinico Paolo Giaccone (Nefrologia)
- Partner istituzionali
- Comune di Palermo, Prima Circoscrizione, AMAP spa
- Terzo settore
- Teatro Atlante, NewBookClub Community Lab, Transistor, Rinascimento Green
- Cittadini coinvolti
- 300 in presenza, 200 in test di assaggio in cieco (38% ha preferito l'acqua pubblica)
- Studenti coinvolti
- 150+
- Budget
- 9.500 € (PuntoSud/NoPlanetB, EU DEAR, Fondazione Cariplo)
- Risultato di advocacy
- AMAP ha aggiornato i dati di qualità online; il Comune si è impegnato per fontanelle nelle scuole
- Copertura media
- TGR Sicilia, Giornale di Sicilia, ANSA, BlogSicilia, 13 uscite su 9 testate
H2Oh! · La verità sull'acqua pubblica di Palermo
Nove mesi per sfidare un pregiudizio diffuso: che l'acqua del rubinetto di Palermo non sia buona quanto quella in bottiglia. Tra assaggi in cieco, teatro civico e analisi scientifiche certificate, H2Oh! ha coinvolto 300 cittadini e ottenuto il primo impegno concreto da AMAP sulla trasparenza dei dati.
Palermo consuma, ogni anno, l'equivalente di 80 milioni di bottiglie di plastica d'acqua. Un numero enorme, alimentato in gran parte da una sfiducia diffusa e spesso infondata verso l'acqua del rubinetto, miti sul calcare, paure sulla sicurezza, convinzioni che nemmeno un filtro a osmosi inversa da centinaia di euro riesce a scalfire del tutto. H2Oh! è nato per mettere in discussione proprio questo: non con slogan, ma con prove.
Tra il 15 gennaio e il 14 ottobre 2025 abbiamo costruito un percorso di nove mesi fatto di scienza ed esperienza diretta. Il 13 maggio abbiamo organizzato a Piazza Magione una sessione di assaggi in cieco insieme a una performance teatrale, il Teatro dell'Oppresso di Teatro Atlante trasformato in una sorta di FAQ vivente, capace di rendere un tema tecnico una questione di appartenenza civica. A giugno, al Giardino Inglese, abbiamo portato "Scriviamo di Acqua!", un laboratorio sensoriale rivolto alla cittadinanza. Il percorso si è chiuso il 14 ottobre con un convegno multidisciplinare, "L'acqua pubblica è sicura?", che ha messo insieme esperti e istituzioni.
I numeri raccontano una partecipazione reale: circa 300 cittadini coinvolti nelle attività in presenza, 200 protagonisti dei test di assaggio in doppio cieco, e il dato che ci ha sorpreso di più è che il 38% ha preferito l'acqua pubblica senza sapere cosa stesse bevendo. Nelle scuole abbiamo coinvolto almeno 150 studenti in laboratori didattici, e su tutto il percorso abbiamo condotto mappature e analisi chimiche e batteriologiche certificate, per smontare i pregiudizi con dati verificabili invece che con opinioni.
Il progetto ha potuto contare su una coalizione ampia e trasversale: il Comune di Palermo attraverso l'Assessorato alle Politiche Ambientali e la Prima Circoscrizione, AMAP spa come gestore idrico, il Dipartimento di Biochimica dell'Università di Palermo e il reparto di Nefrologia del Policlinico Paolo Giaccone sul fronte scientifico, e sul fronte del terzo settore Teatro Atlante, NewBookClub Community Lab, Transistor e Rinascimento Green, oltre all'Istituto Comprensivo Statale "Rita Borsellino" per la parte scolastica. Il tutto sostenuto da un budget di 9.500 euro erogati da PuntoSud nell'ambito dell'accordo Italia/NoPlanetB.
Il risultato più concreto è arrivato sul piano dell'advocacy istituzionale: AMAP ha avviato l'aggiornamento dei dati sulla qualità dell'acqua sul proprio sito, e il Comune si è impegnato per l'installazione di fontanelle di acqua diretta nelle scuole. In parallelo, il progetto ha rafforzato in modo significativo la capacità dell'ufficio stampa associativo, con una copertura mediatica che ha incluso TGR Sicilia, Giornale di Sicilia, ANSA e BlogSicilia, 13 uscite su 9 testate diverse tra servizi televisivi e articoli online. H2Oh! dimostra qualcosa che ci sta molto a cuore: l'evidenza scientifica, se raccontata con gli strumenti giusti, può diventare fiducia condivisa, e la fiducia condivisa può cambiare le abitudini di una città.