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SUMMARY:Book club - Memorie di Adriano
DESCRIPTION:Venerdì 11 aprile\, ore 18:45\, ci addentreremo nelle pagine di Memorie di Adriano\, il capolavoro di Marguerite Yourcenar\, un’opera che ha ridefinito il genere del romanzo storico e che continua a essere letta e amata in tutto il mondo. \nAttraverso la voce immaginaria dell’imperatore Adriano\, la Yourcenar ci guida in una profonda riflessione sull’esistenza\, sul potere\, sull’arte e sulla caducità della vita. Un libro che è insieme un viaggio intellettuale e una straordinaria impresa letteraria\, capace di coniugare erudizione e lirismo. \nDurante l’incontro\, oltre a condividere riflessioni ed emozioni sul testo\, esploreremo anche l’anatomia di un bestseller: cosa rende un libro un successo planetario? Perché Memorie di Adriano è diventato uno dei classici più importanti della letteratura mondiale\, con oltre 25 milioni di copie vendute? Analizzeremo insieme il suo impatto e il fascino intramontabile della sua prosa. \nCome sempre\, il nostro Book Club è un’occasione per scoprire nuove prospettive e creare connessioni autentiche. \nNon serve prenotazione: porta con te la tua copia del libro e la voglia di esplorare il mondo attraverso le parole di Marguerite Yourcenar.
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SUMMARY:MercolEdù - Macchine Pensanti? Il Ruolo del Dialogo Interno nei Robot del Futuro
DESCRIPTION:Immagina un mondo in cui è possibile ascoltare i “pensieri” dei nostri dispositivi. Una modalità nuova per seguire il loro ragionamento\, e i passi che compiono per produrre un certo risultato.\nSi passa a nuove forme di intelligenza artificiale: non più soltanto tecnologie avanzate di elaborazione di grandi quantità di dati\, in grado di fornirci risposte di altissimo livello o di generare contenuti multimediali sempre più fedeli alle nostre descrizioni\, ma sistemi che spiegano come arrivano a tali risultati\, che rivelano la loro catena di pensiero.\nNon è più solo un’immaginazione\, ma una nuova branca di ricerca.\nApplicazioni pratiche sui robot\, dimostrano come un robot pensante migliori la qualità dell’interazione con gli esseri umani e apra le porte a orizzonti sempre più ampi. Si può parlare oggi di saggezza artificiale\, di robot empatici\, e perfino di una forma primordiale di coscienza artificiale.\nIn che modo? Dobbiamo avere paura di queste entità più vicine alle nostre cognizioni?\nLa nostra curiosità e le nostre inquietudini per parlare insieme di una delle ultime frontiere nell’era dell’intelligenza artificiale. Un viaggio verso il pensiero robotico… e non solo. \nArianna Pipitone è una ricercatrice presso l’Università degli Studi di Palermo e il Consiglio Nazionale delle ricerche. Si occupa di intelligenza artificiale e robotica cognitiva. È nota per i suoi studi sull’“inner speech” nei robot\, ovvero la simulazione del dialogo interiore umano per migliorare l’autoconsapevolezza e la collaborazione tra uomo e macchina
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SUMMARY:Proiezione di "Libere" - di Rossella Schillaci
DESCRIPTION:In queste giornate in cui si ricordano le lotte per la libertà\, vogliamo continuare a riflettere insieme su chi ha combattuto per conquistarla.\nDomenica 27 aprile\, alle 20:30\, ti aspettiamo da neu [nòi] per la proiezione di “LIBERE” di Rossella Schillaci: un documentario intenso e necessario che racconta\, attraverso le voci dirette delle donne protagoniste della Resistenza\, cosa abbia significato combattere non solo per liberare il paese\, ma anche per affermare la propria libertà personale\, politica e sociale. \nDA PARTIGIANE VIVONO LA PARITÀ NEL LAVORO E NELLA FAMIGLIA \, LA LIBERTÀ SESSUALE. IL DOPOGUERRA VEDE UNA “RESTAURAZIONE” DIFFICILE DA ACCETTARE. \n  \nTutti avevamo paura\, ma il coraggio sta precisamente nell’andare avanti lo stesso anche se si ha paura. (Giuliana Gadola Beltrami) \n  \nQual è stato il ruolo delle donne nella Resistenza italiana? Il film racconta\, con le voci delle protagoniste\,  cosa  ha significato quel periodo di lotta\,  combattuta insieme agli uomini ma anche e soprattutto per la loro stessa liberazione. Attraverso un montaggio suggestivo di film d’archivio\, estrapolando un filo narrativo dalle interviste a partigiane\, realizzate negli ultimi quarant’anni dall’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza\, emerge una precisa visione di quel periodo\, “rivissuto” nella memoria e nei ricordi\, a cui si fa risalire\, per molte di loro\, la prima vera nascita del femminismo\, dove la lotta è vista anche come emancipazione e ricerca di libertà\, dove si acquista una maggiore libertà sessuale e si richiede la parità nel lavoro e nella famiglia. Cosa è successo dopo i festeggiamenti del 25 aprile 1945? Cosa hanno ottenuto le donne dopo la Liberazione\, le aspettative\, le promesse sono state mantenute? Le loro riflessioni\, a volte amare\, portano in luce un pezzo della nostra storia spesso dimenticato. Il film indaga il periodo della Resistenza e gli anni della pace ma anche della “restaurazione” del primo dopoguerra. \n  \nDICHIARAZIONI DELLA REGISTA «Non abbiate paura\, non vi faccio ritardare il pranzo\, parlerò tre minuti. Avrei voluto che in questo studio storico del CLN si parlasse un momentino dei Gruppi di Difesa della Donna. E debbo confessare che quando sono venuta qui a parlare\, ero seccata\, perchè dico: ma\, proprio io devo venire a parlare delle donne? Tutti gli uomini che hanno parlato prima\, forse pensano che parlare delle  donne non sia virile? Allora\, vorrei\, io vorrei\, che qualche giovane studente\, senza distinzione di sesso\, non facciamo discriminazioni\, volesse fare oggetto di studio quello che è stato il movimento femminile durante la Resistenza\, dall’8 settembre al 25 aprile\, per arrivare poi a vedere quella che è stata l’azione delle donne uscite dai Gruppi di Difesa e dai CLN\, nelle varie Amministrazioni o nelle posizioni di Governo o di Amministrazione che hanno avuto poi allora». Inizia così l’intervento (brevissimo) dell’unica donna partigiana che fu chiamata a parlare durante il convegno del CLN tenutosi nel 1965 a Torino\, Ada Gobetti. La registrazione di questo intervento è stata ritrovata negli archivi dell’ANCR e pone  prima di tutto una richiesta: quella di fare luce su quanto le donne hanno saputo fare organizzandosi autonomamente durante la  Resistenza. E’ una richiesta tutt’ora attuale: nonostante siano trascorsi più di 70 anni\, occorre più che mai  raccontare la Resistenza dal punto di vista delle donne\, senza retorica e senza censure. Abbiamo deciso di accogliere questo invito e di realizzare un film documentario che parli dell’azione delle donne\, ma prestando particolare attenzione alla loro partecipazione politica e sottolineando come il periodo della Resistenza sia stato in realtà il primo momento di risveglio del movimento femminile. Come dice Giuliana Gadola Beltrami: «Per me il femminismo è nato nella resistenza\, perchè hanno cambiato ruolo le donne\,  nettamente! Tanto è vero che quando io le interrogavo\, la mia prima domanda era sempre: “perchè l’hai fatto?”\, venivano fuori le risposte più disparate\, ma tutte in un certo senso univoche\, cioè: l’ho fatto perchè non mi piaceva la vita che facevo\, l’ho fatto perchè volevo essere libera. Ciascuna di loro voleva emanciparsi\, voleva tirarsi fuori. Voleva precisamente superare il ruolo». Il film racconta una Resistenza parallela\, la Resistenza delle donne\, a volte non coincidente nelle diverse motivazioni e modalità d’azione con la Resistenza cui convenzionalmente ci si richiama. Partendo da interviste filmate  a partigiane\, realizzate nel corso di un lungo lasso di tempo dalla fine degli anni ’80 a oggi\, e quindi a tutti gli effetti oggi  oramai materiale d’archivio\, si è pensato di lavorarle  estraendone solo le voci\, e utilizzarle in funzione di una sorta di guida sonora narrativa e tematica\, sulle immagini che ci forniscono invece le fonti visive (documenti\, fogliettini scritti in fretta a matita\, foto\, volantini\, relazioni\, veline\, tessere\, e naturalmente sequenze di film amatoriali\, documentari\, cinegiornali). \n  \nNOTE DELLA PRODUZIONE Anni di raccolta di testimonianze filmate e una paziente ricerca di rare immagini sulla Resistenza\, che costituiscono il patrimonio prezioso dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza\, sono all’ origine di questo film: nel corso del tempo sentendo e risentendo i racconti\, le voci delle partigiane\, molte ormai scomparse\, era forte il desiderio di farle rivivere e comunicare con il mondo di oggi. Così è cominciata la ricerca che con un lungo ascolto delle interviste\, 800 pagine di trascrizioni\, l’analisi di 40 film d’epoca alla ricerca delle immagini più significative e pertinenti\, ha portato a condensare in 77′ minuti di film la riflessione su un periodo denso e grave della nostra storia e a far risuonare le voci delle protagoniste di allora. Ci sembra questo il modo per valorizzare il materiale d’archivio che così gelosamente e appassionatamente conserviamo. \n  \nL’ARCHIVIO NAZIONALE CINEMATOGRAFICO DELLA RESISTENZA Fondato da Paolo Gobetti e Franco Antonicelli nel 1970\, oggi presieduto da Bruno Gambarotta e diretto da Paola Olivetti\, l’Archivio Nazionale cinematografico della Resistenza ha raccolto un patrimonio prezioso di film documentari sulla Resistenza\, la guerra e la Deportazione e su altre vicende cruciali del ‘900 (più di 2100 titoli). L’ANCR inoltre raccoglie video interviste a protagonisti della storia contemporanea (più di 5000 ore di registrazioni)\, realizza documentari\, organizza rassegne e il concorso “Filmare la storia”. Il patrimonio filmico e video è arricchito da una vasta biblioteca specialistica con emeroteca\, sezione manifesti e fototeca. Alla produzione cinematografica già viva dai primi anni Settanta\, con la realizzazione di film documentari sulla storia della Resistenza (ricordiamo gli ormai classici Lotta partigiana (1975) e Le prime bande (1984) di Paolo Gobetti)\, si è affiancata negli anni più recenti la produzione di documentari in video spesso corredati da  apparati multimediali\, destinati soprattutto alle scuole. Il catalogo dell’ ANCR ammonta a più di 50 titoli. Gli ultimi titoli realizzati: Cime e valli della 17° di Alberto Signetto (2012)\, I confini contesi di Alberto Signetto(2011)\, Fabbriche e Resistenza a Torino di Pier Milanese (2010)\, 600.000 no. La resistenza degli Internati militari italiani di Pier Milanese(2009)\, I giorni di Torino -18 aprile 6 maggio 1945\, di Pier Milanese (2015). \n  \nI materiali d’archivio provengono dai fondi dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (Ancr)\, con la collaborazione di: Archivio  Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico  (Aamod); Archivio storico Istituto Luce; Archivio Nazionale Cinema d’Impresa ( Cian); Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Istoreto); Centro Studi Piero Gobetti; Istituto storico della Resistenza in Provincia di Biella e Vercelli; Archivio Giancarlo Bocchi (Parma); Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci; Archivio Famiglia Beltrami; Istituto Storico della Resistenza in Provincia di Novara; Archivio Nazionale UDI – Unione Donne Italiane e inoltre di Fabrizio Salmoni\, Andrea Gobetti. \n  \nRicercatori e archivisti Melita Mandalà\, Valentina Rossetto\, Andrea Spinelli\, Fabio Cancelliere\, Corrado Borsa\, Mauro Zannerini\, Barbara Berruti\, Andrea D’arrigo\, Enrico Pagano\, Pietro Polito\, Claudio Salin\, Chiara Cremaschi.
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